Nel 2000 Franco Manzitti, il caporedattore delle pagine genovesi di Repubblica, venne a mangiare al Balcone e mi chiese se volevo tenere una rubrica di gossip. Presi tempo.
Conoscendo il carattere forastico e schivo dei genovesi sapevo che avrei avuto vita dura, inoltre mi vergognavo. In fondo fino a quel punto avevo pubblicato solo critiche d’arte molto per bene!
Lo pseudonimo Angiolina Priod è nato perché mi seccava parecchio legare il mio nome ad una rubrica intitolata “Qualcosa di Rosa”, eppure quello che era cominciato per gioco divenne una fortunata collaborazione durata oltre otto anni a furia di sessanta righe la settimana.
Quella sera stessa tornavo a casa con un fidanzatino di allora e pensavo a voce alta: «Devo trovare uno pseudonimo assurdo. Immagino una donna di mezza età, nubile, ma con un passato sentimentale. Una signora con una solida cultura classica, che vive in una zona borghese ma non ha più tanti soldi… non so una cosa tipo Angiolina... ». E lui pronto: «Angiolina Priod. E’ una mia cliente, una anziana signora valdostana». E voilà, aggiudicato.
Quello che era cominciato per gioco divenne una fortunata collaborazione durata oltre otto anni a furia di sessanta righe la settimana.