Ce l’ha fatta Gian Franco Fini a rubare la scena al Cristo degli Abissi, in questa estate asciutta e ventosa. Era inevitabile che gli obiettivi dei fotografi fossero tutti puntati verso la barca delle celebrità, tentando di individuare fra i numerosi sommozzatori la maschera che nascondeva le poderose fattezze del noto uomo politico. Con questa audace impresa il nostro pare voglia dimostrare come Alleanza Nazionale non dimentichi il mito della possanza virile, più o meno sagacemente esibita, e poi… come resistere alle garbate lusinghe del vice Governatore Gianni Plinio, che tanta ammirazione nutre nei confronti delle capacità polmonari del nostro vice premier?
E’ stata una lunga giornata sabato per Farida Simonetti (direttrice del Museo di Palazzo Spinola) e, in questo caso, responsabile della tutela artistica della scultura, si può dire che in tutta l’operazione Farida curava gli interessi di Cristo. Tre barche sono partite dal porto antico alla volta di Camogli. Quella dei Vip: con i giornalisti, un po’ di funzionari regionali sparsi, il gruppo di lavoro, e il Cardinal Bertone, quella degli invitati: in cui figuravano Clario di Fabio e Piero Boccardo (Polo museale di Tursi) insieme ai destinatari di una misteriosa mailing list regionale, e infine l’imbarcazione dei cittadini.
Sì, un posto era riservato anche ai comuni mortali, che ne avessero fatto debita richiesta, su un vascello che conteneva trecento anime. La nave Palmaria era partita alle 8 del mattino per fermarsi, col carico della statua, davanti ai borghi marinari della costa mentre Fini, insieme a Alemanno, La Russa, Biasotti e Plinio erano partiti su di una corazzata direttamente dall’aeroporto. Beh, forse non era proprio una corazzata, ma le misure di sicurezza erano imponenti. La flotta si è riunita davanti a Camogli e a quel punto il clima vagamente becero e vacanziero della crociera è improvvisamente mutato.
Il fascino della divinità marina ha prevalso sui pettegolezzi e sulle chiacchiere. Vedere la grande figura di bronzo con le mani volte al cielo che lentamente si inabissava ha creato sugli astanti un forte impatto emotivo, che ha generato un istante di silenzio assoluto, magico e irreale. Subito dopo è ricominciata la bagarre.
Gli invitati e i cittadini comuni sono stati rimpatriati forzatamente, qualcuno avrebbe voluto scendere a Camogli, ma invece no, deportati a Genova a forza! Vip e politici, al contrario, hanno raggiunto la perla del golfo Paradiso per una lunghissima serie di benedizioni, discorsi e comizi elettorali, circondati dall’euforia dei sub. Unico risarcimento previsto per quanti avevano resistito alla vergognosa esibizione sarebbe stata focaccia e vino bianco, peccato che il pur misero rinfresco fosse già stato spazzolato dai turisti famelici che affollavano la spiaggia.