E’ veramente sbalorditivo quante gaffe riesca a fare il neonato assessorato alla Promozione della Città, affiancato dall’ufficio stampa municipale e dai responsabili della comunicazione. Errori di valutazione, occasioni perse, sperpero di risorse umane e finanziarie. A capodanno del 2004 mi ero ripromessa di diventare dolce come uno zuccherino, e di guardarmi intorno con le lenti rosate dell’amore e della benevolenza, ma davanti a tanta tracotanza e maleducazione tolgo gli occhiali.
Il fatto: Silvio Soldini (l’autore di Pane e tulipani) è uno dei due o tre registi italiani più considerati del momento: i produttori lo coccolano perché i suoi film fanno cassetto, i colleghi lo stimano, e noi spettatori ci aspettiamo molto da lui. Ebbene la Filmcommition (ente di proprietà del Comune di Genova), nella persona di Andrea Rocco, si adopera per fare girare la sua nuova pellicola, Agata nella Tempesta, in città, e ci riesce.
el caldo bavoso dell’estate Licia Maglietta conduceva la sua grazia interpretativa sul set di piazza Scuole Pie (la libreria), e per le crose di Carignano. o all’Albergo dei Poveri, e alle Mura della Marina.
Era bellissimo vedere tutta questa gente affaccendata… spostavano luci, imbastivano costumi, scrivevano testi. Portavano vita e fermento: 800 ore di lavoro per i tecnici genovesi, 400 notti in albergo, 750.000 euro che piovono sulla città, questi sono i dati ufficiali.
Agata nella Tempesta debutta a Roma lunedì. La storia è avvincente e delicata come una favola, gli attori bravissimi e le immagini mostrano una Genova meravigliosa e sorprendente, è un successo. Ovviamente tutti i giornali nazionali dedicano paginate all’evento, ma ci fosse stato un rappresentante dell’assessorato alla promozione della città o della filmcommition che avesse parlato con un giornalista! «Guardate come è bella Genova» bastava dire, «E’ un luogo incantevole, dove si lavora bene (qualche menzogna è consentita) ricco di sollecitazioni, e di panorami straordinari. Venite, la nostra città vi aspetta».
E no, è troppo chiedere di stendere la mano e raccogliere il frutto che vi cade! La stessa sorte che fu riservata all Fura del Baus, per non citare lo scandalo della guida delle grandi mostre del 2004 pubblicata dall’Espresso, dove Genova Capitale Europea della Cultura era trascurabilmente citata in poche righe, senza un calendario di manifestazioni o uno straccio di immagine.
Occasioni sprecate, soldi buttati dalla finestra, opportunità trascurate per arroganza o cialtroneria. E arriviamo a martedì scorso: dopo Roma la seconda proiezione del tour promozionale avviene a Genova. Cinema Odeon (squalliduccio) ore nove. C’è Silvio Soldini, che dice alcune parole, c’è Licia Maglietta che conquista tutti con la sua femminilità dolce e consapevole, c’è Emilio Solfrizzi (volto noto anche nel piccolo schermo), che delizia la platea con un fuoco di fila di battute e complici ammiccamenti.
Si spengono le luci, il film narra la storia di una catarsi, un grande amore che brucia le lampadine, in un intreccio pieno di sorprese come la vita stessa, che si dipana tra le foci del Po e i grigi tetti della Superba. Negli scorci rapidi e ammalianti che il regista mostra nella pellicola ho riconosciuto la Genova che amo di più, è stato emozionante vedere come Soldini abbia interpretato la nostra città con la grazia e il mistero che merita.
Un promo straordinario per il nostro anno della cultura. Tutto questo c’era, quello che mancava erano i ringraziamenti! Non una presenza ufficiale (Regione, Comune, Provincia), non un logo del 2004, non una parola di assenso, non un brindisi. Niente. Complimenti!