Da bambino ero grassottello, solitario e mi annoiavo molto. Mi piaceva stare sdraiato sul pavimento di marmo lucido e scivolare come un serpente. Per fortuna nei ripiani bassi della libreria di papā c’erano un sacco di libri interessanti e proibiti che divoravo di nascosto.

Vivevo in un universo ordinato fatto di medici, architetti e avvocati, ma ero affascinato da quei signori che vedevo in tv e durante le interviste parlavano di vite avventurose. Io non riuscivo nemmeno a immaginare come si facesse a cambiare tanti mestieri. Mi sforzavo, ma la fantasia non era sufficiente. Verso i diciotto anni ho smesso di pensarci e ho cominciato a farlo.

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